La politica italiana è così degradata da essere razzista
Che il razzismo sia un demone dalle diaboliche capacità rigeneranti lo si è visto alle ultime elezioni europee, nelle quali i partiti xenofobi e razzisti di estrema destra hanno incredibilmente scalato le classifiche di gradimento. Dall'Austria alla Danimarca, dalla Finlandia alla Francia, dalla Germania alla Spagna alla nostra Italia, non c'è dubbio che la paura dell'altro abbia acceso in Europa focolai di violenza e odio razziale, quasi tutti accomunati dal maledetto ideale: un suolo, un popolo, una religione. Gian Antonio Stella, vicentino, giornalista del Corriere della Sera, autore di libri di grande successo come "La casta", si è preso a cuore la questione e all'eterna guerra contro l'altro ha dedicato il suo ultimo libro "Negri, froci, giudei & co. L'eterna guerra contro l'altro", Rizzoli, che presenterà a Schio domani alle 20.45 al teatro Salesiani, in un incontro organizzato dall'associazione culturale Futura con la libreria Ubik; introdurrà Antonio Di Lorenzo del "Giornale di Vicenza". Stella ripercorre la storia, l'eterno etnocentrismo che da secoli accomuna tutti i popoli, la degenerazione della paura del diverso, di qualunque diverso si tratti, deride i fanatici, per i quali crea appositamente uno "stupidario" e spiega come gli equilibri del mondo siano da ristabilire. Dai barbari alle pulizie etniche tra africani, dalle guerre di religione alla caccia allo zingaro, dalla shoah all'omofobia. C'è spazio per tutte le forme di razzismo perché, dice Stella, «la storia documenta una cosa inequivocabile: l'idea dell'"altro" non è affatto assoluta, definitiva, eterna» e «il razzismo è una questione di prospettiva».
Lei sottolinea nel suo libro come l'etnocentrismo esista da sempre e sia insito in ogni popolo. È l'etnocentrismo alla base del razzismo. Crede dunque che il razzismo sia "naturale"? Che sia impossibile da eliminare?
No, penso che sia naturale che ognuno di noi sia al centro del proprio mondo. È normale l'idea di sentirsi al centro di ciò che ci circonda. Questa concezione di per sé è giusta. Diventa un problema quando, per mancanza di cultura, viene proiettata in un'idea di superiorità nei confronti dell'altro. Sono convinto che l'etnocentrismo sia insuperabile, ma credo che il razzismo e la xenofobia siano invece destinati a modificarsi continuamente.
In Europa si sta verificando un diffondersi di movimenti politici xenofobi e razzisti di estrema destra. Basta guardare i risultati delle ultime elezioni europee. Perché ora più che mai?
A mio parere per una serie di motivi coincidenti. Prima di tutto perché la nostra è una società che brucia tutto in fretta e anche il senso di colpa per la Shoah si è esaurito in breve tempo. Fino a poco tempo fa era impensabile essere razzisti dopo ciò che era accaduto durante la seconda guerra mondiale. Ora è tornato fuori anche l'antisemitismo. La seconda ragione è invece l'elezione di Obama, che ha scatenato i razzisti perché è sempre stato così: le reazioni più dure contro gli ebrei si hanno avute quando gli ebrei erano fortissimi da tutti i punti di vista.Quando ci si sente trascurati e in crisi e qualcuno dimostra di esserci superiore, se si seguono cattivi condottieri, l'unico modo che si trova per uscirne è quello di sentirsi superiori per motivi razziali.
Crede che eventi come la Giornata della memoria siano utili?
Altroché se sono utili! Anzi, la scuola dovrebbe essere molto più presente da questo punto di vista. Dobbiamo dimenticare l'odio, ma non dimenticare ciò che è stato fatto.
La situazione internazionale è una realtà che sta portando alla creazione di società sempre più multiculturali. Come ritiene che vada affrontato il problema in Italia?
Sono convinto che l'immigrazione vada gestita, che purtroppo non possiamo accogliere tutti e che dobbiamo dire tanti no per evitare la nascita di nuovi ghetti. È necessario cambiare i rapporti di forza internazionali e diplomatici nei confronti dei paesi del Terzo mondo, soprattutto in Africa. E poi bisogna sgombrare il campo dal razzismo, che imperversa nella politica italiana. Non esiste ministro europeo che chiamerebbe pubblicamente i neri "bingo bongo". Questo avviene solo in Italia.
Perché solo in Italia è "concesso"?
Perché in Italia la politica negli ultimi anni ha subito un degrado mai visto. È diventata sempre più volgare e la volgarità ha coinvolto anche i rapporti con l'altro, non solo nei confronti dei neri, ma anche nei confronti degli avversari politici. Far passare l'idea che si può chiamare un nero "bingo bongo" è razzismo.
Che cosa ne pensa del caso Balotelli?
Balotelli è antipatico a volte, ma se fossi al suo posto forse lo sarei ancora di più. Bisogna letteralmente mettersi nella sua pelle e quello che è successo è inaccettabile. È facile non essere razzisti con la bambina di Fiona May, ma il razzismo si misura su persone "orse". E i tifosi italiani hanno torto marcio.
GIAN ANTONIO STELLA
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