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Domande frequenti

Cos'è Indymedia?

Indymedia (IMC-Indipendent Media Center) è un network globale di siti di informazione indipendente. Tutti i siti che aderiscono ad Indymedia danno la possibilità di pubblicare materiale anonimamente e liberamente nel rispetto di una policy (insieme di regole) che si basa su pochi principi cardine (antifascismo, antirazzismo, antisessismo, no ai messaggi finalizzati ai semplici insulti o senza contenuto informativo). Le decisioni a riguardo di ogni singolo sito vengono prese da una lista di gestione in cui si può intervenire liberamente una volta iscritti. Anche a livello globale le decisioni vengono prese tramite liste. Il fatto di prendere le decisioni tramite una mailing list pubblica è determinato dalla volontà di creare un media i cui processi decisionali siano i più possibile trasparenti.

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Cos'è la pubblicazione aperta (open publishing)?

Per spiegare cos'e'Open Publishing vi proponiamo il testo scritto da Matthew Arnison, di Catalyst, il collettivo australiano che ha creato Active, il primo software usato da Indymedia.

L'Open Publishing è la stessa cosa del Software Libero

testo di Matthew Arnison (maffew@cat.orgSTOPSPAM.au)
versione 0.3 (scritto 03.2001 - rivisto 06.2001)

Una definizione operativa di pubblicazione aperta (Open Publishing).

Pubblicazione aperta significa che il processo di creazione delle notizie trasparente nei confronti del lettore. Il lettore può contribire con una storia e vederla apparire istantaneamente tra la serie di storie pubblicamente disponibili. Quelle storie sono filtrate il meno possibile per aiutare il lettore a trovare le storie che vuole.
Il lettore può prendere le decisioni editoriali che altr* prendono. Può decidere come partecipare ed aiutare altr* a prendere quelle decisioni. Se pensa di conoscere un modo migliore di usare il software di pubblicazione, può copiare il software, poichè esso è libero, cambiarlo e iniziare il suo proprio sito. Se vuole redistribuire le notizie, può copiarlo, preferibilmente su un sito a pubblicazione aperta.

La pubblicazione aperta è la stessa cosa del Software Libero.

Sono entrambe risposte evolutive alla privatizzazione dell'informazione messa in atto dai monopoli multinazionali. Per il software Microsoft, per la pubblicazione Cnn. Per entrambi Aol Time Warner.
Il software libero offre in giro programmi. Arrivano a costo zero...chiamiamola birra gratis. Ma il software libero non è solo questo. Il codice sorgente, la blueprint genetica, i meccanismi interni sono aperti. Quindi altr* possono prenderlo e cambiarlo e passare le loro modifiche ad altre persone. Il prodotto è libero, e il processo di produzione Libero e trasparente. Se a qualcuno non piace, si può prenderlo e modificarlo. L'unica cosa che non si può cambiare è il fatto che sia libero. Ciò è garantito dalla licenza GNU, una sovversione virale delle leggi sul copyright che garantisce la libertà di un pezzo di codice e di tutte le sue modifiche. I mezzi sono il fine. Il viaggio la destinazione. Potresti pensare che questo processo non porti a nulla di realmente creativo, altamente ispirato, enorme, complesso, semplice, piccolo, affidabile, a caso o divertente.
Se la pensassi così staresti drasticamente sottostimando quello che gli umani riescono a fare per divertimento. Perchè tutti quegli aggettivi si applicano al sofware libero. Ai geeks piace scherzare su quale sia la prossima cosa il software libero debba fare per raggiungere il dominio del mondo. Microsoft non pensa che questa battuta sia molto divertente. Microsoft è una delle più grandi corporation del mondo. Microsoft spende miliardi di dollari per pagare dei programmatori per mantenere il loro software chiuso e le specifiche interne segrete. Il software libero è principalmente scritto da volontari. Il software libero fa girare Internet, Microsoft no. Il numero e la diversità delle persone che utilizzano software libero è in accelerazione!
Microsoft di solito risponde a queste minacce comprando le persone e assimilandole. Il software libero non può essere comprato. Il software libero non è uguale con il suo codice genetico. Il software libero si diffonde come un microbo benevolo dopo un salto evolutivo. Microsoft ritiene che le persone siano stupide e usa dei gruppi di focus per determinare esattamente in che senso sono stupide. Poi paga a un numero ristretto di persone molti soldi per tradurre ingegneristicamente quella stupidità in software. A volte ciò funziona bene, perchè chiunque è stupid*, a volte. Ma ciò non va bene per chiunque sia intelligente. Il software libero ritiene che le persone siano intelligenti e creative, e in grado di scegliere da sè e nuotare a riva in profondità fino al fondo della risorse tecnologiche. Anche il programmatore può mettere i piedi piantati fermi a volte, e il principiante è in grado di scegliere da sè se nuotare a riva o in profondità.I programmatori di sofwtare libero riescono ancora a mangiare, nonostante diano via liberamente il loro codice. Il software è informazione.
Anche le notizie sono informazione. Anche le opinioni lo sono. Forse l'informazione vuole essere libera. Sotto il sistema dominante, il sistema multinazionale globale delle notizie, le notizie non sono libere, le notizie non sono aperte. Sono molto care.Sono molto esclusive e segrete: per vedere le notizie devi pagare, o con dei soldi o con il tuo tempo, spesso a guardare pubblicità di solito di automobili) o entrambi. Per creare le notizie devi pagare salati consulenti di pubbliche relazioni.Per scrivere le notizie devi obbedire ai valori delle corporation delle notizie, fare storie in una catena di produzione finalizzata a ottenere il massimo impatto pubblicitario al minimo costo. Per modificare le notizie devi essere un servizio informativo del mercato borsistico globale o di un'impresa mediatica multinazionale.
Per distribuire le notizie devi avere una delle sei torri di trasmissione tv in una città;i milioni di persone. Le corporation dei media ritengono i loro spettatori degli stupidi. Ai loro occhi il potenziale creativo totale del pubblico è rappresentato dal festival dell'home video più divertente.Le persone creative non comprano piu' roba, se la fanno da sè. Questo è un problema per le multinazionali mediatiche. Loro non si fidano del fatto che gli spettatori possono essere creativi. Potrebbe nuocere ai profitti, e ai salari dei dirigenti. Ma va bene cosè neanche il pubblico si fida dei media corporate. La situazione ha portato a una crescente confusione e alienazione della società. Siamo disconnessi da noi
stessi e dalla nostra ecologia. Il nostro pianeta funziona come un ecosistema globale,per la natura globale dell'attività umana,e tuttavia gli umani non hanno alcun modo di comunicare gli uni con gli altri.I problemi del sistema passano oltre, senza poter essere visti o risolti da miliardi di persone, solo le questioni che sono importanti per vendere spazi pubblicitari o ingrassare il mercato azionario hanno un impatto rilevante come notizie globali. Quello che abbiamo è un sistema molto complesso all'interno del quale gli umani hanno guadagnato un potere enorme.
Ma al momento essi non dispongono di un altrettanto potente rete di infrastrutture delle comunicazioni per supportarlo. Non disponiamo di una rete neurale per processare l'informazione.Non è quanto un villaggio globale quanto un megafono globale. Poi Internet è stata aggiunta alla serie degli strumenti di comunicazione globale. Se puoi leggere internet, ci puoi anche scrivere. Se qualcun'altr* ha scelto di raccontare una storia su
internet, puoi scegliere di ascoltarla.
L'informazione scorre tra la rete e gli altri sistemi di comunicazione: il telefono, la tv, la radio e i giornali, formando una pi?anciata rete di trasferimento dell'informazione. Questo è un villaggio globale dove puoi arrampicarti fuori da un ingorgo nel traffico e finire addosso a qualcuno sulla strada elettronica e avere una conversazione [chat]. Internet rende possibile la pubblicazione aperta su scala cittadina e globale. I cittadini finalmente hanno accesso alla stessa economica e potente comunicazione a due vie alla quale i governi imperialisti e le multinazionali hanno avuto accesso per secoli.

- Cos'è la pubblicazione aperta:

Pubblicazione aperta significa che il processo di creazione delle notizie è trasparente nei confronti del lettore. Il lettore può contribuire con una storia e vederla apparire istantaneamente tra la serie di storie pubblicamente disponibili. Quelle storie sono filtrate il meno possibile per aiutare il lettore a trovare le storie che vuole. Il lettore può prendere le decisioni editoriali che altr* prendono. Può decidere come partecipare ed aiutare altr* a prendere quelle decisioni. Se pensa di conoscere un modo migliore di usare il software di pubblicazione, può copiare il software, poichè esso è libero, cambiarlo e iniziare il suo proprio sito. Se vuole redistribuire le notizie, può farlo, preferibilmente su un sito a pubblicazione aperta. La pubblicazione aperta ritiene che il lettore è intelligente e creativo e può essere uno scrittore o un editore o un distributore. La pubblicazione aperta crede che il il lettore sappia distinguere una buona storia da una stronzata. Che sia in grado di trovare cosa sta cercando, e che possa voler aiutare altri a seguire lo stesso esercizio di ricerca. Noi abbiamo fiducia nel pubblico e il pubblico ha fiducia in noi in cambio. La pubblicazione aperta sta giocando all'estremo opposto dello spettro di fiducia rispetto ai media corporate. non stiamo lavorando per convincere le persone che questo è un buon modo di fare le cose. stiamo offrendo uno spazio dove le persone possono decidere da loro stesse se questo è un buon modo di fare le cose. il viaggio è la destinazione.La pubblicazione aperta non è una novità; è la reinvenzione elettronica dell'antica arte del raccontare storie.La pubblicazione aperta è il software libero.è la libertà dell'informazione, e libertà per la creatività;la pubblicazione aperta è portata avanti principalmente da volontari. Chi farà giornalismo investigativo? Come faranno le persone a offrire una prospettiva da oltre oceano? Cosa saprà darci un senso d'insieme, di connessione e di identità comune? Ci sarà qualcuno
che sarà legato per il suo lavoro? Cosa succederà delle immagini animate? Ai musicisti? Dove saranno gli sforzi sostenuti da centinaia di persone? Spero che alle domande qui sopra circa la pubblicazione aperta abbia già risposto il software libero. E parzialmente indymedia, e migliaia di altri siti web a pubblicazione aperta. La pubblicazione aperta sta semplicemente prendendo una tendenza esistente e la sta identificando,
amplificando, e applicando ai punti deboli dei monopoli globali del potere e dell'informazione. Le piramidi sono di grande ispirazione. Esse sono anche state costruite con il lavoro degli schiavi. Ci siamo evoluti come specie. Possiamo fare un sacco di cose splendide senza bisogno delle brutali tecniche egizie di uso degli schiavi. Possiamo fare a meno di nuove piramidi. Siamo nel mezzo di un' estinzione di massa delle specie viventi. Dobbiamo riuscire a trovare un modo per vivere in armonia con l'ecosistema di questo pianeta prima che l'ecosistema vada in retroazione
negativa e uccida le forme di vita a miliardi. Non riusciremo a trovarlo sacrificando le nostre vite all'automobile, commerciando i nostri diritti umani con scarpe, uccidendo la nostra gente con le compagnie della droga, nascondendo la nostra creatività, causa delle multinazionali. Possiamo fare di meglio. Dimentichiamoci le piramidi, bypassiamo la dominazione del mondo. Il software libero sta collegando attraverso cavi il pianeta. La pubblicazione aperta può semplicemente aiutarci a usare quei cavi per salvare il pianeta.

Esempi di pubblicazione aperta (open publishing)
Questi siti sono esempi di pubblicazione aperta:

- http://www.active.org.au
- http://www.indymedia.org
- http://www.kuro5hin.org

Nessuno di essi osserva tutti i criteri di cui sopra sulla pubblicazione aperta. Ma ci sono molto vicini. E ci potrebbero essere delle scosse là fuori.
I suggerimenti sono benvenuti.
Notate che Slashdot.org,pur avendo molte sezioni a pubblicazione aperta e pur essendo stato un'ispirazione importante per la pubblicazione aperta, non penso che sia davvero a pubblicazione aperta. Significativamente, le storie (intese come opposto dei commenti) sono prese dai contributi dei lettori, ma vengono processate dietro porte chiuse.
Ovviamente penso che abbiamo molto da imparare dal movimento del software libero. Un'idea che non abbiamo ancora sviluppato molto di più, quella di una licenza copyleft per la pubblicazione aperta, simile a quella del software libero. La licenza copyleft definisce come l'informazione può esssere condivisa, dirottando le leggi sul copyright (diritto d'autore) per assicurare che l'informazione libera(ta) possa essere riutilizzata in contesti liberi.
Questo incoraggia la crescita di spazi liberi, zone autonome, perchè il processo di condivisione dell'informazione sarà diffuso con l'informazione stessa. Questa potrebbe essere una parte centrale di ciò che ci serve a definire la pubblicazione aperta per noi stessi e per i nostri potenziali colaboratori. Non deve essere legalmente ineccepibile per essere utile. A questo possiamo arrivare successivamente. La cosa più utile sarebbe iniziare a giocarci, con la definizione. Questo è in gran parte ciò che stiamo facendo con il nostro lavoro di definizione del network di
indymedia. Ma credo che abbiamo anche bisogno di definire come scambiarci pezzetti di informazione più quelli compresi nel definire l'appartenenza totale al network. E l'unità di informazione qui è la storia e la licenza copyleft che l'accompagna. L'idea più interessante secondo me fino ad ora in quest'area relativa alle notizie è quella che una storia possa essere riusata ovunque, ma solo se tutti i lettori/spettatori esposti a essa possono facilmente identificare e raggiungere la fonte della notizia. Per esempio attraverso un sottotitolo nella foto con l'indirizzo del sito indymedia dal quale la storia proviene.
Questo significa non solo che il lettore può rettificare la versione originale della storia, ma anche aggiungere il suo succo creativo al flusso.
Questo aiuterebbe ad assicurare che ovunque la storia vada, c'è un solido legame con le parti funzionanti, con il processo grezzo che l'ha resa possibile e che permette a nuove persone di contribuire a modificarla ed evolvere. Questo certo significa rinunciare al diritto di chiedere di essere pagati per ogni copia fatta. Il software libero sacrifica la stessa cosa e succede che funzioni davvero. Dobbiamo provare a fare lo stesso con le notizie e i documentari, e vedere se funziona ugualmente bene. Un punto chiave è che puoi comunque continuare a far pagare per le copie dell'informazione copyleft.
Semplicemente, non puoi evitare che qualcun'altr* dia via le copie che ha comprato, compreso l'accesso ai materiali originali. E i materiali originali devono essere disponibili a non più costo di distribuzione. E succede che la gente continua comunque a comprare software libero. Davvero un sacco in effetti e che in aggiunta la reputazione del software libero si diffonde molto velocemente se è buono. Il che beneficia il progetto del software garantendo piu feedback, piu volontari che aiutano a migliorarlo, e in alcuni casi piu'soldi. L'analogia per un documnetario video sarebbe piazzarlo sotto licenza copyleft così che chinque possa copiarlo fintanto che sulla copia in bella evidenza che essa è copyleft e che lo spettatore ha a disposizione un link alla fonte (es. l'indirizzo web indymedia della città a cui proviene).
Ma i videomakerpotrebbero continuare a far pagare per le copie che fanno.
Potrebbero far pagare prezzi particolarmente alti ai network delle multinazionali tv che vogliono copie urgentemente, ad esempio. I network tv pagherebbero per avere il filmato velocemente, senza dover cercare qualcun'altro che l'aveva e disposto a copiarlo alla svelta. E per quanto male lo possano montare, per via della licenza copyleft dovrebbero per ragioni legali cedere parte dell'attenzione dei loro spettatori all'indirizzo web della fonte. Quella attenzione dello spettatore è una risorsa di estremo valore per i network tv, perchè estremamente potente. Potrebbe essere potente anche per noi. Se loro omettono di fornire l'indirizzo web, possono essere citati per il valore corrispettivo di quell'attenzione dello spettatore. E' una cosa abbastanza delicata. Ci sono modi di giocare con il sistema. Non sono sicuro che questo possa funzionare, ma potrebbe essere divertente e penso valga la pena di fare un tentativo.

Ideali e realtà

Molte delle cose che dico qui sopra sono ideali. Non si sovrappongono esattamente alla realtà ma sono utili come modo di pensare ad approcci differenti. Per esempio il software libero e la pubblicazione aperta non sono di fatto gratuiti, ma il prezzo è ridotto al puro costo di distribuzione.
Questo è a volte minore del precedente prezzo di vendita, che tendeva a includere il costo di auto di lusso, case e jet per i dirigenti delle multinazionali. C'è una differenza reale. Un altro punto importante con il software libero è che saper programmare è un'abilità ad altissima domanda, la qual cosa da' ai programmatori un insolito potere come gruppo di persone a questo punto della storia. Storicamente credo che questo abbia portato a un grosso cambiamento sociale. [a flaw in this rant] una falla in questo sviluppo potrebbe essere che la richiesta di programmatori può diminuire bruscamente e che narratori e giornalisti sono già un sovrannumero per il pensiero economico. Tuttavia, una volta che
abbiamo rovesciato numerosi modelli di sovraconsumo, possiamo creare un circolo virtuoso che ci dia più tempo libero, una migliore qualità della vita sia per noi che per le persone che vivono in paesi più poveri (finanziariamente) dei nostri (io vivo in un paese ricco, questo è scritto per lettori di un paese ricco). Per esempio, rinunciare all'automobile significa creare un grande ammontare di tempo libero, perchè non hai più bisogno di passare tutto quel tempo a guadagnare soldi per poter restare intrappolati nel traffico. Ancora, questo è semplicistico, ci sono
questioni di progettazione urbana da considerare, ma credo che molto di questo sia culturale e lo scambio di informazioni fa parte del cambiare la nostra cultura affinchè sia più affine ai nostri stessi bisogni e a quelli del pianeta.
In altre parole, con un po' di fortuna e un sacco di duro lavoro e divertimento, le cose possono semplicemente iniziare a sistemarsi in tempo per crescere ed evolvere come specie e come ecosistema globale. ... sembra che molte parti della società vengano privatizzate. Salute, acqua, comunicazioni, media delle comunità; essere dei proprietari del governo o di una organizzazione no-profit non è una garanzia. Alle volte ci sono dei benefici dalla privatizzazione. ma non sono convinto che sia l'unica via per ottenere quei benefici, e i costi sono molto alti.
Particolarmente nei paesi più poveri, dove i prezzi per i beni di prima necessità come l'acqua in Bolivia) possono improvvisamente diventare largamente inaccessibili.

Il software libero non può essere privatizzato.

Specialmente il software libero copyleft. Le [corporations] grandi aziende possono usarlo, migliorarlo, ma non possono ottenerne l'esclusiva, non possono evitare che altri lo usino o lo cambino. Può la pubblicazione aperta essere privatizzata? Penso che una buona definizione sia la migliore protezione contro la privatizzazione. Ma i larghi effetti della sottile differenza nella definizione delle licenze copyleft e bsd dimostrano
quanto sia importante la definizione stessa. Giochiamo con un po' di esse e vediamo quale funziona meglio.

Note

Molte di queste idee sono senza vergogna rubate da altri posti. Dovrei davvero citare e ringraziare tutti questi luoghi e persone. o, se vi piace l'idea, considerate che io le abbia davvero rubate, e fate una ricerca sul web e trovatele (in verità potreste dover aspettare qualche anno prima di avere dei motori di ricerca che possano realmente trovare idee e non parole o frasi).

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Cos'è il mediattivismo (giornalisti o mediattivisti)?

"Attivisti" o "giornalisti"? Noi preferiamo definirci mediattivisti. Da Seattle in poi, parallelamente e dentro al movimento di contestazione della globalizzazione capitalista, si è affermata la figura dell'attivista mediatico. Il mediattivista e' un attivista che usa i media per raccontare la piazza, parlare di proposte, documentare forme e contenuti del movimento, ma anche fare inchiesta e controinformazione oltre i canali massmediatici tradizionali. Il mediattivismo nasce con il diffondersi della consapevolezza collettiva che e' possibile utilizzare la comunicazione come strumento di cambiamento della realta', attraverso l'uso integrato di nuove tecnologie e linguaggi diversi (siti internet, video, foto, ecc.). Il mediattivismo e' l'esigenza di disporre di un'altra informazione, libera, sociale, cooperativa, antiliberista e antagonista rispetto a quella, falsa o incompleta, veicolata dai media "mainstream". I conti di Genova sono ancora aperti, e quello della comunicazione e' uno dei terreni di conflitto piu' duro. Il movimento ha vinto le sue battaglie con e nei media, soprattutto grazie alla presenza capillare di reti di informazione indipendente, che hanno saputo incidere anche sulla comunicazione dei mass media tradizionali. I media indipendenti non proprietari, comunitari, sono uno strumento con l'ambizione di dar voce "ai senza voce", un'interfaccia dei movimenti sociali, un tentativo di autorganizzazione potenzialmente esplosivo, se e quando si diffonde a macchia d'olio.

Siamo indipendenti? Nessuna impresa e' proprietaria di Indymedia, nessun governo ha a che fare con la nostra organizzazione e non c'e' un unico donatore che finanzi il progetto. Indymedia non e' il portavoce di nessun partito politico od organizzazione. La gente coinvolta in Indymedia ha una varieta' ampia di punti di vista politici e personali. Chiunque puo' partecipare ad Indymedia e chiunque puo' pubblicare notizie nel Newswire, ma facendolo deve sapere che sta invitando ad un pubblico dibattito sulle posizioni che esprime, da parte di chiunque dei lettori del sito; qualsiasi lettore infatti puo' rispondere pubblicando i propri commenti a quel testo.

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Come posso pubblicare un contributo (testo, immagine, filmato, registrazione...) su indymedia Nordest-Estnord?

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Se vuoi pubblicare una immagine, seleziona il numero di immagini che vuoi pubblicare e tieni presente che devono avere una dimensione massima di 2000 pixel di larghezza e il file non deve superare 1MB, se sono più grandi non saranno pubblicate. Cerca le immagini sul tuo computer e aggiungi una didascalia ed un titolo per ognuna di esse.
Se vuoi pubblicare un contenuto audio/video, tieni presente che questi contenuti rallentano molto il collegamento ed i server. Cerca quindi di pubblicare solo materiali non troppo pesanti altrimenti la pubblicazione potrebbe non riuscire.

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Come posso pubblicare una feature?

Le "Feature", vale a dire i testi pubblicati nella colonna centrale del sito, possono essere creati in due modi: possono essere proposti e discussi sulla lista di gestione di indymedia Nordest-Estnord , alla quale possono partecipare tutti coloro che si riconoscono nei principi del network globale e in quelli di indymedia Nordest-Estnord, oppure possono essere pubblicati prima sul "newswire" e poi spostati nella colonna centrale.
Per prima cosa quindi pubblica sul "newswire" un contributo che possa essere adatto alla colonna centrale. Poi contatta la lista di gestione di indymedia Nordest-Estnord e segnala il tuo contributo proponendolo per la pubblicazione come "Feature". La tua proposta verrà discussa sulla lista di gestione e, se approvata, il tuo contributo verrà spostato dal "newswire" alla colonna centrale diventando una "Feature".

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Cos'è un "commento"?

Un "commento" serve ad aggiungere informazione al testo al quale è collegato, ad aggiornarlo, a correggerlo e, ovviamente, anche a criticarlo ma in modo costruttivo. Per esempio se crediamo che un testo pubblicato contenga una inesattezza è inutile scrivere solo "questo testo è sbagliato" o (peggio) "chi ha scritto questo testo è un cretino" in quanto in questo modo non si aggiunge informazione. E' molto meglio scrivere "questo testo è sbagliato perché..." o (anche) "chi ha scritto questo testo è un cretino perché...", dando modo a chi legge di avere maggiori informazioni.
Ricorda sempre che il newswire non è un forum o un newsgroup.

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Come posso pubblicizzare una iniziativa importante?

Abbiamo una sezione del sito dedicata alla pubblicizzazione delle iniziative (cortei, presidi, seminari, assemblee, ecc...) collegata ad una "Categoria". Quando sei nella pagina "Pubblica", ricordati di selezionare - nel tipo di contributo - la categoria "Agenda" ed inserisci la data. In questo modo il tuo annuncio verrà automaticamente inserito (quando si avvicina la data) sulla pagina principale nello spazio dedicato agli Eventi e nel calendario.
Non pubblicare l'annuncio di una iniziativa sul newswire in quanto verrà spostato o cancellato, a seconda dei casi. Ricorda che anche gli annunci devono rientrare all'interno della "policy" di indymedia Nordest-Estnord.

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Quali sono gli argomenti sui quali pubblicare?

Lo scopo di questo sito è quello di fornire un mezzo di informazione indipendente a coloro che non hanno accesso ai media ufficiali. Tutte le notizie che riguardando storie nascoste, mistificate o stravolte dai media ufficiali sono le benvenute: interviste, cronache, immagini. Ricordati solo che esiste una "policy" che definisce i limiti della "Pubblicazione Aperta" e che tutti i contributi fuori da queste indicazioni saranno nscosti, modificati o cancellati, a seconda dei casi.
Abbiamo inserito una serie di "Categorie" sia per facilitare chi pubblica che per aiutare chi legge a trovare gli argomenti di suo interesse.

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"Altri media" è una sezione del sito nella quale pubblicare contributi non originali, provenienti da altri mezzi di comunicazione.
Indymedia Nordest-Estnord incoraggia a pubblicare solo contenuti originali, a raccontarsi piuttosto che a farsi raccontare, ma se proprio pensi che sia importante o interessante pubblicare qualcosa già disponibile altrove, puoi farlo in questa sezione. Ti chiediamo di spiegare brevemente nello spazio riservato al sommario la ragione per la quale ritieni importante la ripubblicazione di quel contenuto e ti ricordiamo che anche questi sono sottoposti alla "policy" del sito ed alla dichiarazione riguardante il copyright.

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Ho pubblicato un testo (un commento, una immagine, un filmato...) ma non è comparso nulla. Cosa è successo?

Il sistema di "Pubblicazione Aperta" ("Open Publishing") prevede che un contributo possa essere nascosto, modificato o cancellato ma solo dopo che sia stato pubblicato. Se il tuo contributo non è apparso vuol dire che probabilmente c'è stato qualche problema tecnico (i programmi e le macchine a volte non funzionano...) o legato alla tua connessione ad Internet. Per prima cosa evita di provare a ripubblicare di nuovo e aspetta qualche decina di minuti o più. Se ancora il tuo contributo non è comparso e il tuo computer e la tua connessione funzionano bene contatta la lista di
gestione per segnalare il problema.

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Dove diavolo è finito quel testo (commento, immagine, filmato...) che ho pubblicato? Prima c'era e adesso è sparito!

Ci sono tre possibilità:

* 1. E' stato aggiunto a qualche altro contributo o ad una feature.
Preferiamo che gli aggiornamenti ad una storia vengano aggiunti alla storia stessa, per questo esistono i commenti, in modo da facilitare la ricerca delle informazioni su un particolare avvenimento. Per questo motivo i post possono essere spostati ed allegati come un commento della storia alla quale si riferiscono.
* 2. E' incappato nelle linee guida editoriali (policy).
Le nostre linee guida editoriali (la "policy") sono descritte qui e discusse nella nostra lista di gestione che è pubblica.
Se quello che hai pubblicato è sparito forse non era compatibile con la nostra "policy". Il contenuto viene tenuto tra i post nascosti. Se pensi che questo non sia giusto puoi spedire un messaggio alla lista di gestione e spiegare le tue ragioni.
* 3. E' stato spostato in qualche altra sezione del sito oppure nell'Agenda
Se hai pubblicato l'annuncio di una iniziativa sul "newswire", molto probabilmente è stato spostato nella sezione "Agenda"/"Prossimi eventi". Se hai pubblicato una storia sotto una "Categoria" a caso molto probabilmente è stata spostata sotto la "Categoria" più adatta. Se hai pubblicato un testo "copia e incolla" ripreso da qualche altra parte molto probabilmente è stato spostato nella sezione "Altri media". La prossima volta fai più attenzione :-)

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Perché avete censurato quel testo (commento, immagine, filmato...)?

Le nostre linee guida editoriali (la "policy") sono descritte qui e discusse nella nostra lista di gestione che è pubblica.
Se quello che viene pubblicato è sparito molto probabilmente non era compatibile con la nostra "policy". Di solito il contenuto viene tenuto tra i post nascosti, almeno per un certo periodo di tempo. Se pensi che questo non sia giusto puoi spedire un messaggio alla lista di gestione e chiedere le ragioni della sparizione.

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Qualcuno usa il mio nome o il mio nick sul Newswire!

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