Nucleare da morire
È ormai un dato di fatto: con il decreto legislativo n.31 del 15/2/2010, il rilancio del nucleare in Italia è una minaccia concreta. Entro il 2020 è prevista la costruzione di quattro nuove centrali e tra i siti probabili troviamo anche Chioggia ed il delta del Po. L'ENEL, Finmeccanica, Ansaldo e, oltre frontiera, EDF (l'ENEL francese) si spartiranno una torta da MILIARDI di euro.
Ma a chi giova tutta questa energia? La terra sventrata da miniere di uranio; il pianeta cosparso di scorie radioattive; la certezza di una contaminazione irreversibile; leucemie, nascite deformi e malattie per le popolazioni ed i lavoratori, ecco a cosa porta il nucleare. Chi sostiene la menzogna che questa energia è pulita perché non produce CO2 o che è economica, vuole solamente perpetuare questo mondo fondato sulla devastazione del pianeta e sulla produzione indiscriminata di beni inutili. Allo stesso tempo, opporsi al nucleare sostenendo le energie rinnovabili, serve solo a riprodurre e a rinvigorire questa società al collasso senza criticarne i presupposti.
La società nucleare è una società centralizzata e militare. Dagli interventi militari in Africa per assicurarsi l`uranio, alle centrali nucleari e ai siti di stoccaggio per arrivare ai proiettili all`uranio impoverito: tutto questo dimostra il legame tra nucleare e militare.
I siti che ospiteranno le centrali saranno sorvegliati dall'esercito e tutto quello che succederà al loro interno sarà coperto dal segreto di stato. La popolazione sarà in balia dei militari, dei tecnici e dei politici che avranno un'autorità assoluta sulle vite di tutti. Con il nucleare si apre la strada alla gestione autoritaria di una quotidianità trasformata in emergenza permanente.
L'opposizione al nucleare deve essere diretta e senza mediazioni. Non possiamo illuderci che la sola indignazione basti a fermare questo progetto, che una petizione o un referendum siano sufficienti a bloccarlo. Il rilancio del nucleare, approvato in barba al referendum del 1987, ce lo dimostra. Solo opponendoci in prima persona e organizzandoci autonomamente, senza deleghe, al di fuori delle camere stantie della politica, possiamo bloccare questo ennesima nocività ambientale e sociale.
CONTRO IL NUCLEARE
ED IL MONDO CHE LO PRODUCE
Assemblea Contro il NuclEare (ACNE) contronucleare@mortemale.org
Per approfondire leggi il dossier sul nucleare.
Chi vuole imporre a Joy il silenzio?
Il 04/02/2010 l'avvocato Massimiliano D'Alessio chiama in carcere a Como, per l'istanza depositata nel tribunale di Milano il 2 febbraio scorso, che gli autorizza l'ingresso in carcere insieme all'interprete nigeriana per incontrare in colloquio la sua assistita Joy.
Dall'ufficio colloqui del carcere rispondono che è tutto a posto per la suddetta visita.
Il giorno seguente, venerdì 5 febbraio 2010, l'avvocato insieme
all'interprete si presenta all'ufficio colloqui del carcere di Como per incontrare la sua assistita e gli viene detto che Joy il 4 febbraio 2010 ha revocato la nomina al suo avvocato di fiducia, Massimiliano d'Alessio, nominando l'avvocata d'ufficio che le avevano assegnato in precedenza e con la quale non ha mai avuto un colloquio né un contatto.
Non avendo potuto incontrarla non ci spieghiamo come Joy abbia potuto
scegliere di cambiare l'avvocato che la seguiva fino a quel momento nel processo di appello per la rivolta dello scorso agosto nel Cie di via Corelli a Milano e nella denuncia per tentata violenza sessuale nei confronti dell'ispettore capo dello stesso Cie, Vittorio Addesso,
mettendosi così nelle mani di un'emerita sconosciuta.
Allora ci chiediamo: ma ha fatto la richiesta veramente Joy? Quale 'forza oscura' l'ha indotta a farlo? In questo modo non ha potuto parlare con il suo avvocato e la interprete nigeriana. Perchè succedono queste cose improvvise? C'è qualcuno o qualcosa che non vuole che si sappia come è andata la vicenda?
Non abbiamo potuto vedere Joy, non abbiamo potuto parlare con Joy, non
sappiamo come stia, non sappiamo cosa pensi, non abbiamo potuto dirle che il 12 febbraio, giorno della sua scarcerazione, saremo lì fuori ad
aspettarla.
Lei continua a lottare, ma purtroppo è in carcere dove non possiamo
comunicare con lei perché loro non vogliono.
Dobbiamo far sapere a tutti che non possono zittirla perchè siamo noi la sua voce!
Appuntamento 12 febbraio ore 6.30 di mattina davanti alla stazione di
Albate Camerlata Fs. Dalle ore 7 in poi davanti al carcere di Como in via Bassone 11 per aspettare Joy!
Invitiamo chi non può venire a Como a costruire iniziative a supporto del presidio nel territorio in cui vive.
Aggiornamenti:
8 febbraio:
Il 12 febbraio tutte a Como
A che gioco stanno giocando sulla pelle di Joy
9 febbraio:
Presidio a Brescia per Hellen il 12 febbraio
10 febbraio:
Aggiornamenti su Joy ed Hellen
Aggiornamenti su Debby, Florence e Priscilla
Carceri kafkiane per Joy
Presidio a Mantova per Priscilla 12 febbraio
11 febbraio:
Con Joy e le sue compagne - Appuntamenti del 12 febbraio
aggiornamenti da Como, Brescia, Mantova, Milano
12 febbraio:
aggiornamenti da Como: PRESIDIO ALLE 14.30 A MODENA
Aggiornamenti su Joy e compagne
Aggiornamenti dai CIE ovunque
Per approfondire leggi il dossier sui CIE
NUKE, TAV, WAR: devastare a nordest
NUCLEARE, TAV e STRUTTURE MILITARI: tre elementi cruciali per il modello di società in cui viviamo, tra i più impattanti e deleteri. Gli interessi legati alla costruzione sono enormi come i soldi in gioco, esagerati e appetitosi per politici e appaltatori (come Impregilo o la Lega Coop [1] [2] ).
Ma ancora più pesanti saranno gli effetti di lungo periodo.
Il Nucleare, si sa, non è stato inventato per scaldare termosifoni, ma per uccidere persone... E' questa origine da tenere presente ed ogni suo sviluppo, anche se ammantato dal termine politicamente corretto di "civile", va di pari passo con gli sviluppi tecnologici e militari. E' comunque un modo "utile" (di una nocività assurda...) per ottenere una parte dell'enorme quantità di energia che il dominio abbisogna per produrre i miliardi di merci inutili da farci consumare. Merci che potranno viaggiare velocemente da un capo all'altro d'Europa grazie ai Treni ad Alta Velocità, protetti da militari sparsi un po' dappertutto...
Se il nucleare è ancora un progetto ( ancorchè in fase avanzatissima ), la TAV è già una dura realtà di cantieri e trivellazioni in Alto Adige (guarda il tunnel di base del Brennero), a breve in Trentino, in FriuliVG e in Veneto. Per quanto riguarda le strutture militari il NordEst si sta configurando sempre più come enorme base militare (come la Sardegna o la Puglia : tra strutture già esistenti (Aviano, Vicenza e Istrana su tutte) e progetti avviati (come Mattarello in Trentino, gli eserciti sempre più oltrepassano gli "angusti" confini di basi e caserme per entrare a passo marziale nella nostra quotidianità: ad esempio pattugliando le città o addestrandosi ad uccidere tra i sentieri dolomitici .
Disseminando i territori di postazioni "secondarie" (piccole caserme dismesse dalla fine della leva obbligatoria, strutture di recupero psicofisico dei reduci di guerra) la cui mappatura a questo punto è urgente.
Questo spazio fungerà da osservatorio e analisi: invitiamo tutt* a costruirlo e integrarlo. Per contribuire a far crescere l'opposizione a questi mostri e al mondo che li produce!
Leggi il dossier su nucleare
Leggi il dossier sulla TAV
Leggi il dossier antimilitarista
16 GENNAIO BENEFIT INDYMEDIA NORDEST AL LAB DESIR (Feltre - BL)
Il 16 gennaio al L.A.B. Désir a Feltre (BL) faremo una serata di autofinanziamento per il pagamento dei server di indymedia, ma anche per far conoscere questo strumento di informazione dal basso e scambio di saperi nel selvaggio est d'Italy.
Dalle 19 aperitivi, cena buffet e concerti!
Suoneranno:
Carlito - Hard Core (VI)
Antisociali - Punkhardcore (TN)
Muy Temible - Oi! Core (PN)
Indymedia Nord/est Est/nord è un media libertario e orizzontale a
pubblicazione aperta che nasce per favorire la comunicazione diretta tra
singolarità, pluralità e realtà diverse. Per mettere in rete saperi,
analisi e approfondimenti. Una fonte di relazioni e d'informazione
libera: un media desiderante... per spaccare l'esistente!
Per sapere come arrivare al Désir dalla stazione di Feltre clicca qui
La repressione continua: sgomberato il CSA ad Udine
Con un atto di inaudita gravità ieri 10.12.2009 i Carabinieri hanno
apposto i sigilli al Centro Sociale Autogestito di Udine , approfittando della riunione del Movimento Studentesco per intimidire pesantemente alcuni studenti che si trovavano nei locali (e che ora vengono riconvocati in caserma per accertamenti). Ricordiamo che solo alcuni giorni fa due studenti del Liceo Marinelli si erano visti recapitare un decreto penale di condanna per la pacifica occupazione della scuola.
In realtà il “sequestro preventivo” dell'edificio non si giustifica in nessun modo sul piano giuridico, dato che il processo per l'occupazione del centro sociale è ancora in corso e le Ferrovie non hanno mai richiesto alcun sequestro.
È invece fin troppo chiara la volontà politica di chiudere la bocca ad uno spazio che da anni lotta per una nuova cultura autogestita ed è sempre stato in prima fila nella difesa dei diritti delle donne, dei migranti, del territorio e dell'ambiente (non ultima la battaglia NO TAV), che si è sempre battuto contro il militarismo ed ogni forma di oppressione.
La logica ora appare profondamente mutata:siamo in un clima generale di repressione in tutta Italia: sgomberi, violenze su studenti e lavoratori sono oramai all'ordine del giorno.
Per questo è necessario mobilitarsi più che mai in difesa della libertà di espressione e di organizzazione.
La storia del CSA di Udine
SABATO 19 MANIFESTAZIONE A UDINE PER IL CSA
Leggi il comunicato del CSA di Udine
Rassegna stampa 11 dicembre
Rassegna stampa 12 dicembre
Rassegna stampa 14 dicembre
Rassegna stampa 16 dicembre
Leggi il report dal corteo
Guarda le foto e leggi gli articoli sul corteo
Rassegna stampa 29 dicembre
6 gennaio: iniziativa contro lo sgombero del CSA
6 gennaio: dal pignarul di Udine
Rassegna stampa 7 gennaio
8 gennaio: botta e risposta con franzil
Rassegna stampa 9 gennaio
CSA: sequestro e futuro
Il 30 gennaio a Rivignano concerto a sostegno del CSA sgomberato
23 gennaio: presidio informativo a Udine
19 gennaio: Una prima assoluzione per l'occupazione del CSA
23 gennaio: concluso il presidio
27 gennaio: vogliono rendere inagibile l'edificio del CSA sgomberato
Perchè nessuno dica che non lo sapeva!
Perchè nessuno dica che non lo sapeva!
Nella tua città c'è un lager. Di fronte a tutto questo l'indifferenza è complicità.
Mentre il paese intero si raccoglie nel lutto per i sei soldati morti in Afghanistan, mentre la Croce Rossa piange sulla vernice versata sulla facciata della sede di Roma , scoppia una rivolta nel Cie di Gradisca di Isonzo, provincia di Gorizia.
«Ci tengono come cani, impareremo ad abbaiare». La vita dentro al Centro di Gradisca di Isonzo è una vita fatta di minacce e violenze continue e la polizia coglie ogni pretesto per saltare addosso ai reclusi, che vivono in semi-isolamento da più di un mese.
Ascoltate la cronaca dettagliata delle bastonate, distribuite sotto gli occhi di tutti.
Guarda le immagini dei pestaggi
Per approfondire leggi il dossier sui CIE
NO G8
Anche quest'anno i potenti della terra si ritroveranno per fingere di decidere in tre giorni le sorti del nostro pianeta. Le decisioni in realtà le hanno già prese, da mo'... lo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle, ovunque.
Si spenderanno decine di milioni di euro per garantire la sicurezza dei capi del mondo in un territorio, quello abruzzese, devastato e già vittima di speculazioni. In questi giorni (8-9-10 luglio 2009) molte saranno le iniziative per contrastare il prossimo vertice.
Per seguirle http://g8.italy.indymedia.org
Assistenza legale per il g8
Corteo del 4 luglio a Vicenza: 1
Occupazione del rettorato dell'Università - Venezia, 6 luglio: 1
Occupazione del rettorato dell'Università - Trento, 7 luglio: 1
Feltre (BL), 7 luglio: 1
Trieste, 10 luglio: 1
Campeggio antimilitarista contro la base militare di Mattarello
Dal 25 al 28 giugno nei dintorni di Trento
La lotta contro la base militare di Mattarello è ancora aperta. La via istituzionale non ha fermato i lavori preliminari. Solo l’azione diretta dal basso può impedire questo progetto di guerra. La guerra ha bisogno di uomini, di armamenti, di laboratori, di basi, di soldi, di terre, ma soprattutto ha bisogno della nostra complice passività.
Disertarne i richiami è necessario. Sabotarne gli ingranaggi è possibile.
Giovedì 25 giugno
ore 18,00
presentazione del campeggio
ore 21,00
presentazione del libro Delta in rivolta. Pirateria e guerriglia contro le multinazionali del petrolio, con proiezione del film-documentario Delta oil's dirty business
Venerdì 26 giugno
ore 21,00
presentazione degli atti del convegno antimilitarista del 2 maggio a Trento e confronto tra varie esperienze di lotta contro la guerra (Novara, Sardegna, Vicenza, Germania, ex Jugoslavia…)
a seguire “…e correre, via!, che credano che siamo in molti”, musica e letture da La vita vera di A. Zangrandi: le donne, la guerra e la Resistenza
Sabato 27 giugno
ore 21,00, piazza Duomo a Trento
mostra e interventi contro la base di Mattarello
a seguire musica dal vivo
Domenica 28 giugno
ore 16,00
assemblea conclusiva
Nelle serate banchetti di materiale antimilitarista e proiezione di video.
Per tutta la durata del campeggio sarà garantita la cena.
Porta tenda, sacco a pelo e piatto.
Lascia a casa il cane.
Per informazioni:
romperelerighe.noblogs.org
oppure
tel. 3292134759
Scarica il manifesto | Scarica il banner
Rumore contro la guerra a Treviso
Il 3 maggio 2009 nei pressi di Herat, in Afghanistan, un militare italiano uccide una bambina di 12 anni e ferisce gravemente madre e padre. La versione ufficiale parla di "incidente" e tutte le forze politiche esprimono solidarietà con "i nostri ragazzi, impegnati nelle missioni di pace".
E' sempre più chiaro cosa in realtà significhi "missione di pace": guerra, semplicemente. La loro pace non può che essere fatta con le armi. La difesa di importanti interessi economici legati alle multinazionali del petrolio e dell'agricoltura, agli stanziamenti per la "Re-construction", ed il mantenimento di assetti geopolitici passano necessariamente attraverso l'occupazione militare e gli omicidi civili per le strade, la tortura, la prigionia e le deportazioni - elementi endemici di qualsivoglia campagna militare (di guerra o di pace).
Oggi dobbiamo gridare forte che assassino è lo Stato italiano (con i complici eserciti della NATO). Non possiamo più dire "la cosa non ci tocca": i paesi che abitiamo pullulano di basi militari italiane e statunitensi, dove vengono addestrati soldati, prodotte macchine di morte, dove vengono stoccate armi nucleari e da dove partono i moderni cacciabombardieri per diffondere il Verbo (la Democrazia o il sistema neoliberista).
E' necessario fermare subito la costruzione di nuove basi di guerra, come l'ampliamento della base Ederle (Vicenza), il dal Molin ed il progetto di una base militare italiana a Mattarello (Trento) per 1600 soldati e sottoposta per il 30% a segreto militare.
Rilanciamo l'antimilitarismo nelle sue pratiche per sabotare la guerra e le sue basi.
LUNEDI' PRIMO GUIGNO ore 15:30 PIAZZA INDIPENDENZA (vicino piazza dei signori, in centro storico) TREVISO
interventi - musica - aperitivo bellavita - buffet vegan
presentazione della lotta conto la base di Mattarello (TN)
NON ESISTE PACE FATTA CON LE ARMI !!!!
Convegno antimilitarista a Trento
La guerra è sempre di più il cuore di un mondo senza cuore. Guerra all'esterno per accaparrarsi le risorse e imporre il controllo geopolitico di intere regioni. Guerra all'interno per forgiare e difendere una società ogni giorno più precaria, razzista, irregimentata. Due forme di guerra che si intrecciano e si condizionano a vicenda, dalla produzione bellica alla propaganda, dalla presenza dei militari nelle strade e nelle scuole alla militarizzazione dei cantieri delle Grandi Opere. Una giornata di analisi e di racconti di esperienze antimilitariste, per chi vuole sabotare la guerra e le sue basi. Sguardi sul militarismo italiano e sul piano NATO 2020 per le metropoli Interventi dalle lotte:
- contro la base militare di Mattarello (Trento)
- contro la base USA Ederle e la nuova base al Dal Molin (Vicenza)
- contro i cacciabombardieri F-35 a Cameri (Novara)
- contro un gigantesco poligono militare in Sardegna (Cagliari)
- contro le basi NATO in Germania (Monaco)
- contro le basi NATO nella ex Jugoslavia (Lubiana)
- contro il razzismo di Stato e i militari nelle città (Torino)
SABATO 2 MAGGIO
dalle 15,00
auditorium di via Clarina 2
a TRENTO
per informazioni:
romperelerighe08@gmail.com
assemblea antimilitarista contro la base di Mattarello
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